foodscape

Foodscape: l'agricoltura nello spazio

FOODSCAPE: L'AGRICOLTURA NELLO SPAZIO

L’ultimo appuntamento della rubrica Foodscape ci porta nello spazio. Qui vi sono stazioni spaziali che producono piante coltivate in assenza di gravità e serre. Esploriamo questo paesaggio extraterrestre dove grazie a tecnologie sperimentali l’umanità può ambire ad essere autosufficiente.

 

Oggi la NASA provvede all’alimentazione degli astronauti con del così detto “cibo spaziale”. Questi pasti consistono in pacchetti sottovuoto con all’interno degli alimenti disidratati. Con l’allungarsi delle missioni all’interno della Stazione Spaziale Internazionale è nata la necessità di produrre gli alimenti di cui cibarsi a bordo. Non è più possibile dipendere dalla Terra. Lo “Space farming” o agricoltura spaziale da anni cerca di rispondere a questo bisogno sviluppando nuove tecnologie. Quali sono le sfide di questo tipo di agricoltura “sci-fi”? Molteplici. Tra le più complesse ci sono problemi legati alla microgravità, la temperatura, la bassa pressione, l’elevata concentrazione di CO2 e soprattutto la mancanza di spazio all’interno della stazione.  

 

Una tra le soluzioni più efficienti finora proposta consiste in delle piccole camere o serre alimentate da un sistema idroponico in cui illuminazione LED e biosensori regolano e massimizzano la crescita delle piante. Tra le colture più efficienti spicca la “Elegant Summer” una varietà di patata dolce che promette grandi produzioni in spazi ridotti e con alti valori nutrizionali. Le opportunità non nascono solo dall’innovazione agronomica, ma anche dalla capacità di utilizzare le risorse presenti nella stazione e il riciclaggio. 

 

Immaginando un futuro in cui gli astronauti saranno i prossimi coloni, le piante giocheranno un ruolo fondamentale soprattutto per la produzione di ossigeno. Per vedere coi vostri occhi questo scenario vi invito a esaminare un recente progetto artistico del collettivo neerlandese SEAD. Lo "Space Farming Project" raccoglie le esperienze di agricoltori, ricercatori, insegnanti e studenti per sviluppare dei prototipi delle aziende agricole spaziali del futuro. Tra le invenzioni più stimolanti si trovano un simulatore di gravità per piante ed esperimenti con l’alga spirulina fuori dal comune. 

 

L’agricoltura spaziale si sviluppa anche per quanto riguarda la genetica delle piante. Un recente articolo pubblicato da un gruppo di ricerca inglese su Nature descrive un sistema innovativo di riproduzione delle piante in box denominato “Speed breeding”. Questo metodo utilizza tecnologie a LED per simulare la luce diurna per periodi di oltre 20 ore ottimizzando la fotosintesi delle piante. Per esempio, una varietà di frumento tradizionale produce fino a due generazioni in un anno; invece con il metodo speed breeding è possibile ottenere fino a sei generazioni in un anno. Questo risultato permette non solo di aumentare la produzione, ma soprattutto di produrre meglio. Infatti, per ogni nuova generazione l’uomo selezionerà gli esemplari più prestanti per riprodurli nuovamente garantendo una maggiore produzione nel breve periodo. Questo sistema è così efficace che ora si testa anche sul pianeta Terra in quei luoghi dove la crisi climatica e l’insicurezza alimentare sta affliggendo ingenti danni a popolazioni locali. La necessità di produrre cibo nello spazio ci ha permesso di comprendere ancora di più il funzionamento delle piante e il loro potenziale sia per paesaggi extraterrestri che per quelli terreni.   


 

TAG:       #Space farming   #Stazione Spaziale Internazionale    #Innovazione     #Spazio     #Speed Breeding

Vota il contenuto:

Hai votato 1 Voti totali: 425

 

Coltura & Cultura